RITA BIGNANTE: ‘IL RISCATTO DELL’INCONSCIO’

Di PIERO GALLO

L’Arte, la Storia e la musica, ancora una volta le muse mai disconosciute di Rita Bignante, fanno da sfondo alla trama de “Il Riscatto dell’Inconscio”, il nuovo e emozionante romanzo dell’autrice torinese. Ma trovano qui un nuovo e affascinante compagno: “Morfeo”.

 In un interessante e movimentato percorso che muove e si conclude con un originale concorso gastronomico, l’autrice incolla l’attenzione del lettore con una serie di flashback, seminando curiosità e false tracce per un finale assolutamente non scontato.

Nel suo racconto Rita Bignante ci porta a visitare luoghi e località che già solo per le loro bellezze intrinseche appassionano chi legge ancor prima di scoprire quali bellezze artistiche si celino dietro di esse e facendo affiorare la passione, la competenza e la profonda conoscenza dell’autrice per tutto il mondo dell’arte nel suo complesso.

Ma a questo concreto mondo si affianca in questa storia l’elemento evanescente, impalpabile, immaginifico che, al di là del concorso gastronomico muove Sonia, la protagonista del romanzo, all’imprevisto epilogo della storia: Il sogno. Questo finisce per rivelarsi latore di impulsi, suggeritore di intuizioni, di indizi quasi sfuggiti alla protagonista e che a un certo spunto si disvelano: Il riscatto dell’Inconscio appunto. …Ma non senza la complicità del destino!

Per i lettori di “Italia Arte” abbiamo incontrato l’autrice Rita Bignante.

Rita sono passati 10 anni dal suo ultimo romanzo. Cosa l’ha spinta o ispirata a scrivere “Il riscatto dell’Inconscio”?

Comincia tutto con una domanda, come si evince già dall’incipit del romanzo:

<<Cosa c’entra uno storico dell’arte in una giuria di un concorso gastronomico?>>.

L’idea di coniugare il mondo della cucina con quello dell’Arte con la A maiuscola m’intrigava e da lì è nato l’abbrivio che dà il via alla storia…

Del resto, credo di aver ereditato la passione per l’Arte da mio nonno: una passione che non mi ha mai abbandonata e, anzi, è cresciuta nel tempo…

Come sempre nei suoi libri ama far viaggiare molto i suoi lettori da una località all’altra, spesso prendendo così lo spunto per descrivere opere d’arte o monumenti…

Viaggiare e leggere non sono solo due verbi fantastici, ma esprimono davvero il senso di un arricchimento per la mente e per lo spirito. Personalmente, quando ho l’opportunità di visitare una nuova località mi sento come una vera esploratrice!

Sì, poiché durante la visita mi lascio guidare da quello che il posto stesso mi racconta, attraverso i suoi monumenti, i suoi palazzi, le sue chiese e la storia che è passata di lì…

Se si sa ascoltare, senza fretta, è possibile cogliere ogni volta un quid in più che spesso si traduce in una traccia interiore…

Quale indice di consapevolezza ha avuto nella realizzazione di questo romanzo? Quanto pensa di essere riuscita ad esprimere della sensibilità che lo aveva ispirato?

In realtà, scrivendo un nuovo romanzo l’unica consapevolezza risiede nel desiderio di far emergere tra le pagine tutta la passione che come un pungolo non mi concede tregua sino al compimento dell’opera. E, ogni volta, do il massimo, senza riserve, per cercare di trasmettere a chi mi leggerà tutta l’emozione, lo studio e la dedizione: compagni indispensabili durante la gestazione del libro.

Scoprire il resto è compito dei lettori, ognuno secondo il proprio sentire…

Il romanzo (146 pagine Euro 14) è edito da La Caravella editrice.

Della Stessa Autrice:

Senza Sedurre (Ibiskos Editrice Risolo)

Un incantesimo lungo una notte (La Caravella Editrice)

Senza pari allo Specchio (La Caravella Editrice)

Sito dell’autrice: www.senzasedurre.it

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